Chi sono
Novità su di me:
Sono stato riconfermato vice chair IEEE coastal Los Angeles
Sto scrivendo per Wiley/IEEE il libro: Microservices for decision makers
ho preso due brevetti:
- 63/926665 per un sistema crittografico per dati sanitari
- 63/912562 per una nuova architettura ad ecosistema di microservizi
Il mio romanzo: 'La scatola del tè' è finalmente concluso ed edito
Tante volte per far prima mi definisco 'architetto software' ma la verità è che odio usare il verbo essere, preferisco usare il verbo fare.
Il motivo è semplice: posso essere una cosa alla volta ma posso fare molte cose diverse.
E penso che la vita sia troppo varia e divertente per limitarsi a fare una cosa sola.
Il mio primo computer era un Commodore 64 ricevuto in regalo da mia nonna all'età di sette anni.
Per me era come aver ricevuto una bacchetta magica, con quella scatola grigia mi sembrava che si potesse fare qualsiasi cosa. Il mondo esterno non la pensava così e io passavo per il ragazzo strano che fa cose strane con aggeggi strani.
Il mio primo lavoro fu sviluppatore in clipper per la realizzazione del software gestionale delle librerie vaticane.
E quel lavoro ebbe una valenza doppia per me, perchè dimostrò ai miei genitori che quell'oggetto grigio su cui spesi tanto tempo era stato effettivamente utile a qualcosa. Grazie nonna.
Ebbi la fortuna che allora i erano veramente poche le persone che conoscevano internet (ebbi la mia prima connessione nel 1985: BBS tramite adattatore telematico del C64) e così trovai dopo il primo molti altri lavori senza neanche dover creare un Curriculum Vitae.
Il mio secondo lavoro fu per una Banca che aveva sede nella mia città e che era famosa per essere estremamente innovativa nonchè la più importante banca di investimenti in Italia. Mi chiamarono per un motivo che nel lontano 1988 sembrava completamente folle: eliminare la carta.
Ebbi la fortuna di poter progettare e realizzare una delle primissime LAN in Europa. stampanti rimosse da ogni ufficio, carta eliminata grazie a tante piccole pagine online visibili su netscape ed explorer: piano ferie, posto, phone book, ore di lavoro, corsi di formazione.
Mi piaceva aver lavorato su qualcosa di così nuovo da non avere punti di riferimento e dover lavorare a vista. Avevo voglia di qualcosa ancora più eclatante.
Arrivò con la realizzazione di uno dei primissimi e-commerce in Italia. E-commerce verro, come lo intendiamo oggi, non un sito a cui scrivere una mail. La mia fortuta fu che per quasi un anno questo sito divenne uno dei più grandi al mondo fatturando fin dal primo giorno più di centocinquanta milioni di lire.
Tutto divertente ma mi mancava qualcosa. troppa tecnica. aveva bisogno di sfamare il lato umano della mia anima.
mi iscrissi ad una scuola di pubblicità a Milano e due anni avevo un certificato che mi rendeva ufficialmente insignito del titolo di Art Director e Copy Writing.
Non so neppure dove l'ho messo quel certificato oggi.
Ma da allora iniziai una strana carriera: da un lato avevo una mia azienda che si occupava di pubblicità hi-tech e dall'altra lavoravo tempo pieno come consulente. Dove trovato lavoro? sul treno. Ero pendolare, con tante ore di viaggio.
E così lavorai per realizzare la prima rete UMTS al mondo tramite il colosso Siemens, in particolare io realizzai uno strumento che si preoccupava di auto-generare il codice necessario per interfacciare le varie parti della rete insieme. Ed erano veramente tante parti: antenne, computer, telefono ma anche ventole, sensori di temperatura, rilevatori di radiazioni, etc.
Un progetto del quale vado orgoglioso e del quale mi ricordo ogni volta che uso il cellulare perchè anche oggi tutte le chiamate passano dal mio codice :)
Nel mezzo di questo ho creato alcune campagne pubblicitarie per aziende di abbigliamento, wellness, petrolifere e realizzato anche numerosi e-commerce. Ovviamente non facevo tutto io, io supervisionavo la realizzazione della comunicazione nella campagna pubblicitaria (adoravo il mio strano percorso accademico) e ho realizzato un'infrastruttura software che ci permetteva di realizzare un sito e-commerce fatto e finito in meno di cinque giorni coordinando assieme, fotografi, data-entry, grafici, marketing, ecc.
si chiamava Macumba e permetteva di realizzare un e-commerce copiando piccoli file XML su filesystem, le categorie di prodotti erano rappresentate della directories e i prodotti stessi erano semplici file XML. Era una sorta di primitivo e vecchio Shopify, ma era più che sufficiente per gestire i nostri prodotti.
Nel mezzo di ciò mi innamorai dei Pinball, quelle strane macchine capaci di unire grafica, musica, meccanica, elettronica tutto insieme in un'unica fantastica scatola. E imparai a restaurarli. Nulla di più divertente al mondo.
Ovviamente lo facevo nei week end, durante la settimana dovevo viaggiare a Milano perchè stavo realizzando l'infrastruttura di gestione dei claim delle carte di credito per il più grande gestore di carte in Italia (attualmente il 95% del mercato)
Dopo le carte venne la volta dei conto correnti e lavorai per una Banca molto importante per creare un nuovo modello di conto corrente completamente personalizzabile e apribile completamente da remoto. In realtà in questa banca tutti erano da remoto: clienti, agenti, banchieri. Non esistevano filiali, ma solo tante tante app diverse per tutte le piattaforme possibili: smartwatch e TV compresa.
Nel frattempo mi venne la voglia di provare qualcosa di completamente diverso, sfidare me stesso con una nuova lingua e inizia a seguire come responsabile tecnico un progetto di intelligenza artificiale per aziende manifatturiere che avrebbe unito una dozzina di realtà sparse per l'europa.
Fu un'esperienza interessante perchè mi permise di unire per la prima volta hardware e software e la cosa la trovai decisamente eccitante.
Da questa nuova confidenza acquisita creai un negozio completamente automatico e una vetrina interattiva che utilizzava kinect per scansire il corpo.
Cosa mi mancava?
Una nuova cultura, una nuova vita, una nuova sfida che non fosse solo tecnica ma anche mentale.
Aprì un ristorante. Non in Italia ma a Santa Monica.
Fu spaventoso ed eccitante. Eccitante perchè fu fantastico conoscere migliaia di persone nuove e le loro incredibili storie, i miei clienti erano musicisti, scrittori, registri alcuni anche estremamente famosi e ogni giorno aprire le porte del mio locale era come aprire un portale verso l'ignoto: non sapevo quale storia avrei sentito raccontare.
Ma potevo restare senza informatica.
ovviamente no. Esattamente il primo giorno di lockdown a causa del Covid io firmai un contratto con una startup biotech per creare da zero il loro nuovo sistema informativo.
Mi ritrovai a combattere nel ristorante di giorno e sul computer di notte. La sfida tecnologica fu la più facile da vincere. Portare avanti un ristorante in piena pandemia fu il vero incubo.
Entrambe le cose andarono bene anche se vendetti il locale per un eccesso di stanchezza.
A dire il vero anche l'azienda di bio-tech è stata venduta, esattamente dopo tre anni dalla mia assunzione. Passammo da sei a cinquanta persone in tre anni. Mi sembrò fantascienza. E poi diventai leader tecnico per Zoetis una delle più grandi aziende farmaceutiche al mondo.
Ora sto scrivendo un libro. narrativa. devo sfamare il mio lato umano
E cercando una nuova sfida ad alta tecnologia. :)